Controllo di gestione - Migliorare il piano dei conti

Controllo di gestione obbligatorio: che fare? (6)

MIGLIORARE IL PIANO DEI CONTI

Questa è una mossa alla portata di tutti, che richiede poco tempo (mezza giornata?), non richiede esborsi di denaro, lascia una chiara traccia documentale, è subito utile dal punto di vista gestionale e servirà anche un domani, quando si volesse passare ad un controllo di gestione e ad una contabilità dei costi “come Dio comanda”.

La maggior parte dei piani dei conti vengono preparati dal commercialista “fiscalista”, nel momento in cui l’impresa viene costituita.

Nella mia esperienza, questi piani dei conti, progettati all’esterno, tendono ad essere accettabili solo a livello di conti dello Stato Patrimoniale e della sezione Ricavi del Conto Economico. Sui conti patrimoniali, i commercialisti sono tutti competenti. Sui conti dei ricavi, è l’imprenditore che spiega cosa gli serve (di solite Vendite Italia / Vendite Estero, e poi ancora Vendite Prodotto A, Vendite Prodotto B, ecc.).

I piani dei conti progettati all’esterno tendono invece ad essere inadeguati a livello della sezione COSTI del Conto Economico.

Tra i costi, si trova spesso un dettaglio esasperato su quelle voci che servono o servivano per la dichiarazione dei redditi e per gli studi di settore. Per esempio, si trovano:

  • conti intestati ai costi dei telefoni fissi, separati da quelli intestati ai costi dei telefoni cellulari;
  • conti molto numerosi e dettagliati, intestati ai singoli diversi costi delle automobili (pneumatici, riparazioni, carburante, bollo, assicurazione). Le stesse voci sono poi ripetute in modo distinto per gli autocarri;
  • conti intestati ai rimborsi spese dei dipendenti, separati a seconda che le spese siano sostenute nel comune sede di attività piuttosto che in altri comuni.

Dove invece non ci sono esigenze fiscali o di bilancio, si trovano spesso voci di una genericità assoluta, tipo:

  • “prestazioni di servizi”;
  • “acquisti di beni”;
  • “spese indeducibili”.

A distanza di anni, non si riesce più a ricostruire cosa davvero contengano questi conti «calderone», a meno di non prendere in mano le fatture (cosa quasi sempre improponibile, per il Curatore, se non per singole fatture specifiche).

Orbene, l’imprenditore oculato dovrebbe oggi riesaminare criticamente la sezione “costi” del suo piano dei conti. Magari facendosi assistere dal suo fiscalista, ma senza delegargli la revisione in autonomia.

I conti dettagliati che servono al commercialista possono essere mantenuti, ma occorre aggiungere nuovi conti dettagliati. In particolare, occorre :

  • creare nuovi conti dettagliati, relativi a TUTTE quelle singole categorie di spese che influiscono significativamente sul prezzo finale del prodotto / servizio che viene prodotto o anche solo venduto;
  • attribuire un ulteriore codice a tutte le voci di costo (quelle già esistenti e quelle che sono appena state create), in modo da evidenziare e separare:
  1. i costi FISSI;
  2. i costi VARIABILI.

 

Continua. Domani la settima parte.

Condividi questo articolo